giovedì 27 dicembre 2012

Come ho capito che non voglio fare la fotografa: racconto di un (tragico) stage

Insomma, dovevo fare lo stage a Milano e poi non mi ci hanno preso.
L'alternativa che avevo chiesto era uno studio fotografico. Con le luci, i flash giganti, lo sfondo bianco che sembra quasi un mega rotolone di scottex. Con qualcuno da fotografare. Con reflex professionali da ammirare (e con cui farmi i muscoli, non so se avete notato il peso!).

Una cosa del genere, insomma.
From: ///

E invece.

E invece sono finita da uno di quei fotografi di provincia, che se proprio devono scattare una foto, scattano fototessere. Che più che fotografi sembrano servi della gleba, o meglio, della stampante.
"Mi fa quattro copie di questa?" "Senta, ho una cornice coì cosà, mi ci fa rientrare questa foto?" "Potrebbe ingrandirmi la faccia di mio marito, ritoccarla e magari farci anche una magia?".

Insomma, uno di quellli che ti stampano la facciaccia del tuo fidanzato/amico/parente su calendari, biglietti d'auguri, e PALLINE DI NATALE.
Il massimo del Kitch.

martedì 11 dicembre 2012

Ho una notizia buona e una cattiva...

Which one do you wanna know, first?

La notizia cattiva (io comincio sempre da questa) è che il mio stage a Milano alla mia Università dei Sogni, rimasto in forse fino ad ora, è andato in fumo come se niente fosse.
Io, che vagheggiavo una bellissima settimana di vita solitaria, film cult, giri turistici e strategiche soste da Abercrombie, in realtà non posso fare niente di tutto ciò, perché i signorini del Politecnico non prendono studenti liceali che fanno alternanza scuola/lavoro.
Ma io dico: cosa cavolo gli costava? Bastava farmi entrare alle lezioni. Vedevo il posto, vedevo la gente, vedevo i professori.
E mi facevo un'idea.
Magari il Politecnico non è poi quel posto perfetto che sembra. O magari lo è, e quando sicuramente boccerò al test di ammissione invece di farmi il lavaggio del cervello dicendomi che "magari trovo di meglio, e anche più vicino a casa", mi convincerò a riprovarci.

Se ci aggiungete anche il fatto che l'Erasmus, mia fissazione da quando avevo tipo cinque anni, è stato bloccato causa mancanza di pecunia, beh, mi viene da dire:"e siamo  a due".
Due sono infatti i progetti del mio piano di vita 19-25 anni che ho stabilito quest'estate (sì, nella mia vita c'è un momento in cui, con largo anticipo, decido quale sarà il mio scopo di lì al prossimo decennio, tipo).

Ma alla fine penso positivo e mi dico e ridico che niente e nessuno potrà fermarmi: avrò il mio Politecnico, la mia vita da sola e la mia esperienza all'estero a vent'anni, in qualche modo. Viva la Revolución!




La buona, BUONISSIMA notizia è che ho finalmente comprato i biglietti per il concerto di Jovanotti il 23 Giugno a Firenze! Yeaaah!
Per ora siamo solo in tre, ma prossimamente si aggiungeranno anche un sacco di altre mie amiche. Jova non è esattamente come i Radiohead, a quanto pare mano a mano che si sparge la voce trovo sempre più gente bendisposta a venire. Menomale che ho già il biglietto, con tutte le sfighe che ho dovuto affrontare l'anno scorso, quest'anno penso che potrei implodere se la cosa si ripetesse!

Ma che dire, ora non resta che iniziare il conto alla rovescia! :)


sabato 1 dicembre 2012

You better run, better run, faster than my bullet!




All the other kids with the pumped up kicks

You better run, better run, outrun my gun

All the other kids with the pumped up kicks, 
You better run, better run, faster than my bullet.

Ieri sera sono andata a correre per la prima volta in vita mia. Io, me stessa, me, e le mie cuffie.
Non fraintendetemi, non sono esattamente la tipa che ama stare a poltrire sul divano: al contrario, amo mantenermi in forma. Infatti gioco a basket da circa quattro anni. Solo che siccome c'è GRISI, la nostra società ha scelto di tagliare i viveri all'unica squadra che non solo è femminile, ma che non si schioda nemmeno dall'ultima posizione in classifica da circa... l'eternità.