giovedì 2 agosto 2012

Diario in Pillole

♥.Ieri è stato il mio ultimo giorno di stage ad Adacto, l'agenzia dei miei genitori che si occupa di comunicazione. Io ero nel team social, per cui una buona dose di creatività e fantasia fanno tanto comodo.

Come prima esperienza "lavorativa" - si sa, il lavoro dai genitori è sempre un po' più soft - direi che è stata veramente veramente bella: i ragazzi con cui ho avuto a che fare erano simpaticissimi, e sono stati disponibilissimi a farmi da maestri quando non sapevo davvero da che parte raccapezzarmi.
Senza contare i consigli utilissimi che ho imparato su come gestire i vari account social: ne farò sicuramente tesoro :)

Il lavoro più grande che ho realizzato è stato questo album per la pagina Facebook della società: è stata una grande faticata fotografare tutti a uno a uno, ma mi sono anche divertita un sacco! Senza contare che alcune foto sono davvero davvero divertenti (una a caso? quella di mio padre, ovvero il boss, vestito da Cavaliere Jedi, AHAHAHAHA).
Alla fine mi sono fatta immortalare anche io, per ultima. E la mia qualifica è proprio "La Fotografa"!



Insomma, ora è tutto finito, e mi dispiace un sacco! :(



♥. Scoperta Shock! Il Bacio all'Hotel de Ville, la famosissima foto di Robert Doisneau scattata negli anni Cinquanta, è in realtà tutta una montatura: i personaggi sono in realtà dei modelli professionisti! Che delusione!

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Ci sono rimasta veramente male: ho passato ore e ore a costruire castelli in aria su questo scatto, a contemplare la bellezza di questi giovini, l'improvvisità del momento e la passione del bacio, il fatto che la scena si svolga così, in una strada piena di passanti che restano perfettamente incuranti.
Mi sono immaginata che lei dovesse partire e che magari fosse anche stata già promessa ad un altro, ma che lui in realtà l'avesse sempre amata e le avesse appena proposto di non partire. 
Sciacquone totale. Ci sono stati messi apposta.
Sigh.

♥. La partenza alle porte.
Avrei già dovuto essere on the road con i miei, a dire la verità, ma la partenza è stata rimandata di un giorno.
Il fatto è che, quest'anno, le vacanze sono andate un po' per conto loro. Di solito, gli altri anni, non eravamo noi ad occuparci dell'aspetto organizzativo, in quanto ci siamo sempre affidati a una famiglia con la quale andiamo in vacanza da circa cinque anni. Solo che quest'anno la sovracitata famiglia non ha potuto unirsi a noi se non per una sola settimana, causa problemi personali. Dato che io e i miei genitori ogni anno ne facciamo tre, di settimane di vacanza, per le restanti due ci siamo ritrovati da soli. E come ci siamo risolti? Non ci siamo risolti affatto.
Semplicemente partiamo all'improvvisata, senza alberghi, senza tappe prefissate, e nemmeno una meta precisa vera e propria.
Sappiamo che ce ne andiamo verso la Francia del Nord: Normandia, Castelli della Loira, Le Havre, Mont Saint-Michel... quelle parti là.

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Belle zone, per carità! Non vedo l'ora di visitarle, nonostante la disorganizzazione generale. Peccato però non avere la macchina fotografica nuova e dover fare tutto con la mia cara vecchia bridge (un giorno vi racconterò la lunga e tortuosa storia della mia macchina fotografica: un'altra delle cose in cui ho una gran sfiga e mi tocca aspettare un sacco: tipo i concerti, per intendersi, ahahah!).
Insomma, col fatto che non abbiamo una vacanza definita, non abbiamo nemmeno una data di partenza ben precisa, e siccome in casa mia le partenze sono momento di grande panico, tendiamo sempre a posticiparle, con grande disappunto mio e di mia madre che invece non vediamo l'ora di andar via!

Alla fine del nostro viaggio itinerante, poi, ci fermeremo una notte a Milano e dormiremo accampati nell'ufficio dei miei genitori (viva i sacchi a pelo). La mattina dopo faremo suonare la sveglia diverse ore prima dell'alba e ci catapulteremo a Malpensa per salire su un aereo diretto a Berenice, località di mare sulle rive del Mar Rosso!

Ciao gente, io non torno più: mi incateno a uno di quegli strani ombrelloni e ci resto per il resto della vita!

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Quindi, dato che non ripassiamo da casa, sorge il dramma: LA VALIGIA. Cosa cavolo mi porto per tre settimane in cui dovrò affrontare sia temperature freddine che estremamente calde?
Ho cominciato ieri sera e, essendo nel panico più totale, mi sto risolvendo col portare tutto l'armadio. Tanto per non sbagliare.

Dall'estero cercherò di essere il più presente possibile: con i miei stiamo cercando di fare un abbonamento per collegarci con l'iPad, di modo che se per caso avessimo un momento libero potrei anche bloggare un po', ma non garantisco niente! Cercherò di raccontarvi il più possibile sul mio profilo Instagram comunque, quindi se volete rimanere in contatto followatemi!

2 commenti:

  1. Voglio venire anche io! :)
    Comunque quello dei vestiti è sempre un bel problema, io di solito finisco sempre per portarmi tantissima roba (rischiando di uccidere la schiena di mio babbo) per poi usarne poco più della metà, che rabbia!

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    1. Ciao Nicole! Beh, che dire, credo che alla fine farò così anche io! Anzi, sicuramente! :)

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