venerdì 17 giugno 2011

La mia stagione da Huckleberry

Mattine d'estate.
La sveglia? Il campanello. Qualcuno che mi viene a trovare per leggere, guardare un film, e anche fare i compiti (purtroppo).
Risa, scherzi, Gelato mangiato direttamente dal barattolo nella penombra di un soggiorno.
Sospiri, buoni propositi, scervellamenti sui personaggi di libri, opinioni diverse.
Giratine per il centro, fotografie per il parco.
Stare svegli fino a tardi, dormire sempre di più.
Mi sento una spugna con tanta voglia di leggere, guardare, ascoltare. Come se fino ad ora fossi stata strizzata, buttando fuori tutto ciò che sapevo, e ora mi stessi finalmente reimmergendo nell'acqua.
Ah, che goduria. Divoro libri su libri, trangugio film cult.
Ecco, questo per me vuol dire essere in vacanza.
Sì, sì, poi arriverà anche l'Inghilterra, con conseguente crisi di panico come da programma; e, a seguire, la Vacanza, quella vera, con i miei, e allora sì che sarà tutto un Born in the USA; ma, per ora, mi godo la pacchia. Che poi pacchia non è, ma meglio così.

Il bravo Huck. Lui sì che aveva capito tutto della vita.

Nessun commento:

Posta un commento